“La Voce degli Alberi”

Atelier “La Voce degli Alberi: gli alberi ci parlano, impariamo ad ascoltarli”. A.s. 2016/2017

Mattino, sole, aria di primavera e voci di bimbi che risuonano dalle stanze. Per cinque incontri a materna, ad ogni appuntamento, prelevo dalle stanze i cuccioli che porterò fuori in giardino, a cercar materiali, come piccoli perlustratori e ricercatori con occhi di falco e orecchie di volpe. Che non ci scappi nulla! Un sassolino, una lumachina, uno stelo di erba, una foglia, un ago di pino. E poi dentro, nella biblioteca, per creare e fare arte con le forme della natura. Una ciurma di sei o sette bimbi dai quattro ai sei anni. Tutto parte dal giardino, dalla natura.

Il giardino è uno scrigno pieno di tesori. Ci sono colori, profumi, odori, rumori e alberi, ohhh… gli alberi. Vedete, esistono tanti alberi, voi quali conoscete? Dopo questa domanda, solitamente, cominciano tutti a parlar di mele 🙂 , giustamente, sono buonissime, le mele, ma esistono tanti tipi di alberi, oltre a quelli da frutto: alberi enormi, cosi grandi che quasi non se ne vede la fine e ci sono alberi piccoli piccoli, alcuni sono stretti e alti, altri larghi e bassi. Sono tutti diversi e bellissimi, proprio come noi.

Ma, gli alberi, cosa fanno?

Fiori, foglie, frutti!

E poi? Si spostano?

Noooo!

Vanno in autobus o in motorino?

Ma no!

Prendono la macchina?

No!

Quelli più grandi vanno al bar a bere il caffè?

Ma no, ma cosa ci dici Roberta?

Ma parlano, gli alberi?

Nooooo…

E invece siiiii!

Sapete, esistono degli uomini sempre alla ricerca di cose nuove e stanno scoprendo che gli alberi, tra loro, parlano! Addirittura si aiutano a vicenda! Ma la loro è una lingua silenziosa, è un altro parlare. Una voce senza suoni, una lingua misteriosa, magica e voi, fuori, in giardino, ne avete sicuramente alcuni grandi o piccoli, tutti da scoprire! Magari avete un “albero mamma”, un albero che si cura di tutti gli altri alberi! E sapete qual è la cosa che mi stupisce di più? (Dico, mentre sfogliamo un bel libro trovato in biblioteca, ovviamente sugli alberi) Che gli alberi, anche il più grande, come questo (mostro una sequoia), nascono da questo (mostro un seme).

Come fa un albero a sapere che dovrà crescere e a sapere tutto il resto, cioè come fare foglie e frutti e ingrandirsi, a partire da qui dentro? (Mostro nuovamente il seme). Non è già questa, forse, una magia? Una vera magia che ci scappa da sotto agli occhi perché le vere magie si nascondono e sembrano spesso cose “normali”.

Questo atelier esiste grazie al Comune di Ravenna, all’associazione Fatabutega e a tutti gli altri atelieristi che ogni anno si incontrano, per parlare di un tema da portare ai bimbi delle materne. Devo ringraziare tutti loro se quest’anno posso parlare di alberi, tema che mi è particolarmente caro.

Successivamente ad un incontro con le maestre e i maestri delle materne, ho cercato di sviluppare il tema seguendo un percorso riferito anche all’ identità, un po’ come se noi fossimo gli alberi e gli alberi fossero noi, come fratelli e sorelle, identità vegetali. Anche il giardino è noi e noi siamo il giardino, siamo tutt’uno con ciò che ci circonda.

Come lavoro finale, oltre alle esperienze dei piccoli grandi partecipanti, esposte in una piccola mostra, alle scuole materne rimarranno “capanne-nido”, volti per alberi fatti a partire da un progetto dei bambini, da un volto d’argilla e un gioco di costruzione e creatività in legno di Ibisco. I volti per gli alberi sono realizzati  in cartapesta, dipinti con argilla e terra del giardino della materna, protetti  da un fissativo idrorepellente e fissati sugli alberi scelti, pronti per essere decorati.

Dopo tutta questa ricerca creativa sugli alberi, potremo, forse, arrivare almeno a sentirli ridere di gioia?

Sarebbe meraviglioso.


 

Vademecum: la “Fiaba Creativa”

In copertina un meraviglioso acrilico su legno di Olaf Hajek dal titolo “Nature Man 3”.

L’anno che sta per passare è stato un anno pieno di novità, un anno intenso. Un cambio di casa, una nuova sede lavorativa, tante nuove idee e soddisfazioni , nuove e adorabili persone sono entrate nella mia vita.

Per prima cosa non posso fare altro che parlare del Centro la Lucertola di Ravenna, un luogo meraviglioso in cui sono approdata grazie all’Associazione Fatabutega, un centro per l’ambiente con una falegnameria fantastica! E certamente, non solo la falegnameria 😀 (anche il prezioso magazzino pieno di materiali). Un ottimo staff pieno di persone competenti e creative, da anni e per l’anno che è in arrivo se ne vedranno delle belle (potete seguirci sulla pagina Facebook).

Ma veniamo al dunque, esiste un mondo, quello della creatività, che permea ogni cosa. Io lo vedo ovunque, dal pulviscolo alla foglia, dall’insetto all’albero, dalla terra alle galassie. Ogni cosa per me è arte (e danza, ma questo meriterebbe un altro articolo). In tutto ciò si può ben capire che con così tanta arte che ci circonda ovunque non si possa che creare confusione, ad un certo punto. Come dare un senso alle cose? Gli umani hanno sempre cercato di riprodurre a loro immagine e somiglianza (si, mi ricorda qualcosa) tutto ciò che non gli era direttamente visibile, per catalogare l’inspiegabile ed ecco comparire fate, gnomi e folletti. Esiste un altro luogo in cui l’invisibile viene catalogato, questo luogo che partecipa dell’infinito è nei simboli. I simboli a loro volta navigano nei fiumi della memoria, pronti a scaturire da ciò che Jung chiamava inconscio collettivo, sostando tra favole e miti. Fantasie e creatività possono iniziare a prendere forma, senso compiuto, soltanto modificando l’ordine di apparizione e successione di questi simboli, giocando con la dinamicità e capacità di trasformazione di questi simboli. Ne sa qualcosa il Signor Propp con la sua Morfologia della fiaba o l’immancabile Gilbert Durand con Le strutture antropologiche dell’immaginario.

Per me e il mio personale percorso, in poche parole > arte> creatività> fantasia> simboli> fiaba.

(La casa della strega Baba Yaga secondo Feng Zhu design)

Sta prendendo forma, tramite questo susseguirsi di parole e forme, ciò che io chiamo la “Fiaba Creativa”, in essa vi rientrano tante tecniche pittoriche, scultura, manualità creativa di ogni forma, danza e movimento. Un sentiero, quello dei simboli, codificabile attraverso altrettante forme espressive. Quest’anno abbiamo, con i bambini del Laboratori Pinocchio, incontrato una strega che ci ha fatto lavorare e dividere la carta, creato rifugi e nidi, disegnato mappe, percorso boschi verticali e ponti lunghissimi, castelli, incontrato animali magici. Stiamo crescendo vivendo la favola creativa, creiamo e viviamo nella fantasia, riportiamo il nostro immaginario su carta o nella scultura, rendiamo viva la favola.

Apprendere quindi tecniche espressive e vivere, per così dire, un percorso iniziatico, è possibile anche sin dalla tenera età perché ogni prova di vita è una iniziazione alla meraviglia che ci circonda e non c’è nulla di meglio dell’arte per poterlo vivere.

Per avere una idea generale di tutto ciò che è avvenuto in un anno di laboratori vi invito a visitare la mia pagina Pinterest My Lab. Pinterest è un canale che utilizzo molto per conservare le documentazioni e creare uno spazio attivo di ricerca da poter condividere con genitori e insegnanti. Molti dei miei incontri o progetti di partecipazione sono conservati in forma di immagini e appunti su alcune cartelle, come potete vedere in questo sito sulla pagina Atelier del portfolio, dedicata ai laboratori, alla qualificazione scolastica e alle letture animate.

Uno degli animali magici che accompagna gli eroi nella favola, nato in uno dei nostri incontri ai Laboratori Pinocchio

Con questa modalità da me ideata (non ho inventato nulla, ho soltanto attinto dalle “acque dei simboli e della creatività” nominando ciò che ho appreso), quella della favola creativa, intendo quest’anno strutturare gran parte dei miei laboratori e letture animate ad alta voce, cucendo tra loro simboli, libri, ricerche, mito e ambiente, alle volte anche intime mitologie personali, esperienze per creare sempre nuovi racconti narrativo-espressivi, perché Il bambino non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere, diceva un certo François Rabelais.

In questo percorso rientrano i Laboratori Pinocchio di quest’anno, citati precedentemente, con il tema del viaggio per il quale ho scelto il titolo “Il mito, la fiaba e l’arte. Siamo tutti Ulisse, siamo tutti Pinocchio”, gli incontri come atelierista alle materne di Ravenna con “La voce degli alberi. Gli alberi ci parlano… impariamo ad ascoltarli”, le letture in collaborazione con l’associazione Fatabutega e la Biblioteca Ottolenghi di Ravenna con “Giardini sottosopra: letture all’ombra di un albero” e la qualificazione scolastica sempre in collaborazione con l’Associazione Fatabutega, con “Legumi: un tesoro per l’uomo e l’ambiente”.

 

“Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita,

vuol dire conservare la curiosità di conoscere,

il piacere di capire, la voglia di comunicare”

(Bruno Munari 1986)


 

 

Demetria

“Quel corpo che ci contiene
i nostri corpi non sa,
chi ci abita è abitato
e quei corpi, gli uni negli altri,
sono i corpi dell’eternità”
(J. Cocteau)

Demetria è una performance in omaggio alle antiche divinità femminili, una ricerca attraverso la storia e la cultura, i miti dall’origine dei tempi ad oggi, ciò che muta eppure rimane immobile, la sacralità del corpo e della terra.

La ricerca è iniziata attraverso la profonda osservazione di tutte le divinità femminili presenti nel mondo, da Demetra, le Kore, Persefone, Iside, Kwan Yin, a Kali e molte, molte altre “mirionime” (colei che ha mille nomi) raccolte nella cartella Pinterest Mirionima, in continuo aggiornamento. Seguendo il flusso delle dee, che vanno e vengono come le onde del mare e le stagioni, si creano racconti, storie alle quali ispirarci e imparare, crescere. Le statue e le raffigurazioni delle dee presentano posture meravigliose, intente nel portare doni, nutrire, danzare. Nelle loro mani, piedi, ginocchia, spalle e schiene si nascondono memorie, significati, il loro stesso corpo è dono e simbolo, memoria e patrimonio. Nella performance queste posture, nel loro susseguirsi, creano una danza che va dalla nascita, il parto, alla maturazione, la crescita, sino alla morte e il ritorno alla terra.

Questa performance è stata presentata per la prima volta nel 2014, fotografata e registrata da Maurizio Nicosia durante l’evento Garden Art Festival, nell’entroterra Pesarese.


Albero, vocali e pittura

Cosa possono avere in comune albero, vocali e pittura? Ecco da dove parte questa storia.

Dopo l’incontro di quest’anno con Akira Kasai (maggio 2014), danzatore giapponese e maestro di danza butoh ed euritmia, la mia ricerca ha preso un notevole slancio. Kasai ci parlò della nascita delle vocali e delle consonanti, collegandosi sia all’euritmia, arte del movimento della corrente antroposofica, che alle sue ricerche personali. Ho appreso nuovamente ad andare oltre la forma, attraverso il corpo,  le vocali sono strettamente legate agli elementi naturali e le lettere, nei suoi racconti, ci sono state come “donate” dagli dei, una ricerca molto interessante che non si ferma solo alla danza. In seguito a questa esperienza molto profonda e di ispirazione artistica e “sensibile” è stato mio desiderio elaborare un laboratorio d’arte per bambini che ripercorresse sia le vocali che un elemento molto affine all’essere umano: l’albero.

Un laboratorio che toccasse le corde interne della fantasia e delle emozioni, della sensibilità verso noi stessi e verso la natura.

L’albero ci rispecchia in tante fasi ed è un grande maestro, ricco di saggezza, di pazienza, di vita e, a sua volta, grande spunto per la ricerca artistica.

Così è nato il laboratorio di manualità creativa Alberando le emozioni che tengo a Coriano, Rimini, presso i laboratori extra scolastici Pinocchio fino a maggio 2015. Abbiamo da poco concluso il primo percorso. I primi incontri ci sono serviti per conoscerci, capirci e costruire un albero di cartone che ci accompagnerà durante il percorso, un “albero casa” in cui si può entrare e che decoreremo con disegni, regali e foglie.

Abbiamo appena concluso, come scrivevo, la prima parte del laboratorio, che era quella di pittura, siamo saliti dalla terra al cielo, ma come?

Una volta conclusa la costruzione dell’albero abbiamo sperimentato la A, la lettera della terra, dipingendo con le terre, il luogo in cui il seme può trovare il suo destino, diventando albero.

Dipingere con le terre

Siamo saliti su per il tronco ed abbiamo incontrato la O e il mondo delle O, la sezione dell’albero e la cellula, il suo centro, il suo cuore, la sua linfa vitale, disegnando le cellule, prendendo spunto dai cerchi della sezione dell’albero (molto simili a quelli della sezione della terra).

Sezione di radiceSezione completa della terra


I cerchi dell'alberoSezione di albero

Salendo ancora abbiamo incontrato quel luogo in cui il cielo incontra la terra, laE, proprio tra il tronco dell’albero e i rami. Abbiamo giocato con questa simmetria, con le tempere, e gli spazi “vuoti” della U dove il vento e l’aria giocano tra i rami.

Infine siamo saliti seguendo il movimento dell’albero verso l’alto, la sua spinta verso la luce, la lettera I, dipingendo con gli acquarelli e ciò che abbiamo chiamato “luce materializzata”: il sale.

Dislessia, metodo di studio e strumenti di compensazione

COS’È LA DISLESSIA

La dislessia non è una malattia, non è un disturbo intellettivo, fisico o emotivo, è un disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa), spiegato in questo video. Ma cos’è dunque?

[quote]La Dislessia è un disturbo che si manifesta nella difficoltà di apprendere a leggere nonostante un’istruzione idonea, un’intelligenza adeguata, un’integrità neuro-sensoriale e un ambiente socioculturale favorevole. Essa dipende da disabilità cognitive di base che sono frequentemente di origine costituzionale (world Federation of Neurology, cit. in Ellis, 1984). È caratterizzata dalla difficoltà nella lettura e nella scrittura, ma può riguardare anche altri ambiti cognitivi come la memoria e l’organizzazione spazio-temporale e talvolta e’ associata a difficoltà matematiche (discalculia). Compare all’inizio dell’attività scolastica e il primo segnale è la lentezza nell’associare un suono a una lettera scritta. Si confondono così suoni simili, come ‘d’ e ‘t’, ‘p’ e ‘b’, ‘f’ e ‘v’. La lettura risulta difficoltosa, lenta e scorretta, e naturalmente ciò viene trasferito nella scrittura. La dislessia non è conseguenza di problemi di ordine psicologico, come per tanti anni si è creduto. Non è una malattia. I dislessici sono persone sane, che non hanno deficit sensoriali di udito e di vista e che non hanno alcun disturbo neurologico o psichico, inoltre il loro quoziente d’intelligenza è nella norma o addirittura superiore. Anzi, è proprio questo uno degli elementi diagnostici per stabilire che si tratta di dislessia, ovvero di un “disturbo dell’apprendimento”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità, per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento.

Un dislessico non guarisce (in quanto non affetto da una malattia), ma sicuramente migliora, e a volte riesce a recuperare quasi interamente lo svantaggio che gli procura questa sua disabilità costituzionale (Fonte Dislessia.org)[/quote]

Come mamma di un bimbo con dislessia ho pensato di scrivere questo articolo e condividere con voi le mie ricerche sui metodi di studio e gli strumenti di compensazione (cioè tutti quei metodi, software e programmi vari che supportano lo studio del bambino), siti o canali video che trattano l’argomento, per aiutare bambini e famiglie a raggiungere la serenità e creare una rete di collaborazione fondamentale in questi casi.

Ecco qui la lista e buona navigazione :):

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  • Slideshare, insieme di documentazioni dove trovare consigli e metodi attraverso parole chiave. Compaiono anche mappe concettuali già pronte e presentazioni di lezioni fatte con Power point, ricche di immagini, per facilitare l’apprendimento. Con Slideshare ho trovato, ad esempio, la lezione sui numeri romani per la quarta elementare.

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  • OpenDyslexicFree and Open Source Dyslexia Typeface, ovvero estensioni Browser per facilitare la lettura durante la ricerca in internet tramite specifici font.

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  • Cilp, ovvero il Centro internazionale del libro parlato Adriano Sernagiotto, sito con audio libri da scaricare, creato appositamente per i bisogni di bambini o adulti con dsa, cecità o disabilità.

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  • Guida sulle abilità di studio per gli individui dislessici, un libro in formato pdf messo a disposizione dalla Fondazione Padre Alberto Mileno, davvero molto interessante e consigliato. Il libro è progettato per dislessici in età adulta ma ha metodi e consigli utili anche per le necessità di bambini che frequentano la scuola primaria o media.

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  • All’interno del sito della Fondazione Padre Alberto Mileno si parla anche del progetto Dessdys, in cui trovare strumenti di supporto allo sviluppo delle abilità di apprendimento, per studenti dislessici in età adulta (16+).

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  • Ikonmap, strumento per la creazione di mappe concettuali.

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  • Metodo metacognitivo, un esempio di metodo di studio che associa cinque domande a cinque colori (Chi, cosa? Che cosa fa? Dove? Quando? Perché?) per poi creare una mappa concettuale. Questo file è in formato pdf, tratto dal già citato Cts di Fano.

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  • Metodo Cornell, un esempio di metodo di studio per annotare e studiare le lezioni, fonte: Blog del prof. Venturini.

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  • Su Facebook esistono diverse pagine dedicate alla dislessia, come quella dell’Associazione Italiana Dislessia e Dessdys, che ho già citate, per sviluppare le abilità di studio negli studenti dislessici adulti.

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  • Un comodo sito per vedere video su alcune lezioni, film e documentari, per bambini e adulti, è  You Tube, basta immettere le parole chiave nello spazio di ricerca, ad esempio “dislessia” o “mappa concettuale”. In questo link troverete un film che consiglio vivamente, consigliatomi da una cara amica: Stelle sulla terra.

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  • Altro canale video su cui informarsi è quello di Daily Motion, qui ho inserito ad esempio la parola chiave “dislessia”.

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Si conclude qui la lista dei link della mia ricerca, sono felice perché vedo che il cucciolo apprende bene con le mappe concettuali e noto dei miglioramenti, il suo interesse cresce, ma le ricerche sono tutt’altro che concluse, non si finisce mai di imparare.

In caso abbiate ulteriori informazioni vi sarei grata se me le comunicaste sulla mia pagina Facebook 😉 Grazie e cari saluti

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L’alfabeto delle emozioni

 

L’alfabeto delle emozioni sarà il tema annuale dei laboratori extra scolastici Pinocchio, in collaborazione con l’associazione culturale Piccolo Albero di cui faccio parte. Cosa? Non lo sapevate? Troppe novità tutte assieme? Effettivamente il turbinare, i tanti interessi, i piaceri e gli impegni estivi non hanno permesso l’arrivo di nuove pubblicazioni su questo blog che, per questo motivo, ha sonnecchiato fino ad ora. Sarebbe il caso di svegliarlo con dolci notizie, che ne dite ?

Prima notizia: i laboratori extra scolastici Pinocchio sono partiti il 20 ottobre, ospitati in uno spazio molto accogliente in via Puglie 49 di Coriano, Rimini.

Abbiamo proposte interessanti e divertenti per diverse fasce di età, dalla materna alle medie: movimento espressivo, due laboratori di manualità e creatività, danza moderna, aikido, piccolo circo, falegnameria, cucito e teatro. Tutti questi laboratori seguiranno un filo conduttore, “l’alfabeto delle emozioni”, per accompagnare i bambini nel grande mondo delle proprie emozioni e  di quelle altrui. Le emozioni come risorsa e non come problema, come proposto dalla coordinatrice tecnica dei progetti Alessandra Cevoli. Indirizzare cioè i bambini verso pensieri emozionali utili e non dannosi, ad esempio: “preferirei vincere, ma posso divertirmi a giocare anche se non vinco” (pensiero utile) piuttosto che “non sopporto perdere al gioco” (pensiero dannoso). Quante emozioni esistono, quali emozioni provo, quali ho già vissuto e quali invece no?

Approfondiremo la varietà delle emozioni e la loro alfabetizzazione, i loro stimoli, cosa provocano e come vengono vissute, attraverso tutte le differenti tipologie di laboratorio.

Io mi sto occupando, in particolare, del corso di manualità creativa per bambini dalla prima alla quinta elementare con un laboratorio intitolato Alberando le emozioni, un magico percorso tra le lettere, sette tecniche creative e la costruzione di un albero che “decoreremo” con le nostre emozioni.

Seconda notizia: l’associazione culturale Piccolo Albero, nata da qualche mese e di cui faccio parte, sta crescendo molto bene e oltre a collaborare con i laboratori  extra scolatici Pinocchio di Coriano si occuperà di molti altri corsi e laboratori in Romagna. All’interno dell’associazione oltre ad Alessandra Cevoli, coordinatrice tecnica dei laboratori Pinocchio ed educatrice nel corso di teatro, c’è Alice Kupczyk che conduce il laboratorio di movimento espressivo e io curo la manualità creativa.

Cosa aspettate dunque? Venite a trovarci a Coriano o visitate la nuovissima pagina Facebook Piccolo Albero per rimanere aggiornati.

Laboratori extra scolastici Pinocchio 2014, 31 ottobre | Mutazioni in corso per Halloween

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Il Bosco dei Folletti

Shhhhh… ascolta…  cosa dice quell’ albero? Hai visto che ti guarda? Senti il falco sotto il sole che vola in alto, canta e danza; la sera arriva una volpe che ruba l’uva e il bosco incanta con i suoi suoni e profumi. Poco più in là, nella fattoria, Sancho l’asino bianco ti chiama perché vuol la pappa 😀 e se ti avvicini non sarà l’unico a salutarti, accorreranno in molti, tra caprette e cavalli curiosi.

Il Bosco dei Folletti Il magico Bosco dei Folletti vi attende per un incontro fatato con la natura e gli animali che lo abitano.

Il Bosco dei Folletti si trova nell’Ostello San Martino ed è aperto a chi ama e rispetta la natura, i bambini sono tutti invitati, per loro c’è sempre un posto e qualche fatina pronta ad accompagnarli nel bosco. Nella fattoria ci sono tanti animali da conoscere: cavalli, asini, capre, jak, daini, maialini e tanti altri. Inoltre è possibile prenotare laboratori creativi di ogni genere, dalla pittura con le piante ai sacchetti di stoffa con le erbe profumate, dal riciclo alla danza teatro. Il Centro per l’ambiente San Martino propone anche interessanti feste e visite guidate notturne per i più coraggiosi. Le domeniche si ospitano le famiglie e ci sono tanti giochi da fare, vedere per credere!

Il Bosco dei Folletti Il magico Bosco dei Folletti vi attende per un incontro fatato con la natura e gli animali che lo abitano.

Chi scrive è fatina Smemorina che vi saluta e vi aspetta  assieme alle sue amiche Rosi, Fru Fra e… mhm, come si chiamano? Lippi? Mizzi? Accidenti, si è dimenticata di nuovo qualcosa! Fortunatamente le sue amiche la conoscono, è proprio smemorata e i folletti l’aiutano nel bosco, così non ci si perde 😉

Il Bosco dei Folletti Il magico Bosco dei Folletti vi attende per un incontro fatato con la natura e gli animali che lo abitano.

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L’uovo della rinascita

“All’inizio non vi era che il non-Essere. Esso fu l’ Essere. Crebbe e si cambiò in uovo. Riposò tutto un anno e poi si divise. Apparvero due frammenti di conchiglia: l’uno d’argento, l’altro d’oro. Da quello d’argento venne la terra, da quello d’ oro, il cielo. Dalla membrana esterna vennero le montagne, dalla membrana interna le nubi e le brume; dalle vene i fiumi; dall’acqua della vescica l’oceano.” (Chandogya Upanishad)

Krishna nella sua forma cosmica Krishna nella sua forma cosmica

La nascita del mondo a partire dall’uovo è comune in molte culture, dai celti ai greci, dagli egiziani ai tibetani, dagli indù ai cinesi e ai giapponesi. Tra i tanti racconti della genesi che troviamo nel mondo non è difficile imbattersi nel nulla, nel caos primordiale dal quale, un uovo contenente la vita, si rompe, causando la nascita degli elementi naturali, degli animali e degli uomini. Somma perfezione contenente tutte le cose, manifestazione dell’invisibile che viene alla nascita, l’uovo rappresenta l’attesa della vita che si prepara alla “luce”.
Sì, l’uovo è una preparazione alla luce, alla possibilità che quanto contiene si manifesti, si renda visibile. Con l’uovo è spesso rappresentata la potenza creativa della luce. L’uovo non è mai primo ma rappresenta la moltiplicazione in atto, la prima differenziazione e  il rinnovamento del ciclo periodico della Natura. Mircea Eliade interpreta l’uovo non tanto come nascita ma come rinascita. In questa interpretazione è possibile immaginare l’uovo come matrice che ciclicamente contiene e crea. Donare l’uovo è quindi donare la luce in potenza, la luce della conoscenza, del capire, dell’aprirsi al mondo con nuove consapevolezze di anno in anno. Tra i giochi tradizionali del mondo ne esiste uno in particolare che rinnova questa magia: “Il combattimento delle uova“, che consiste nel cercare di rompere l’uovo sodo, precedentemente decorato, dell’avversario, tramite dei colpetti. Perde colui al quale l’uovo si rompe (curioso che qui il significato di perdita o vincita sia molto relativo poiché è dalla rottura che avviene la ‘rinascita’).
Nella nostra tradizione pasquale è il coniglio, anticamente la lepre, che si occupa di donar uova. Ma come mai una lepre dovrebbe donare uova? La lepre è un animale simbolico legato alla Dea Madre, Demetra, Madre Terra e ne rappresenta il grembo, il suo riposo è in piccole caverne sotterranee, grembo della terra ed è da questo grembo che viene l’uovo, o come direbbe René Guénon, è dalla caverna, dal cuore, dalle profondità del buio, che possiamo intendere le potenzialità della luce: è l’uscita dalla caverna che ci dona il “venire alla luce”. Il periodo di Pasqua, il rinnovo della Natura, sono un augurio per tutti noi di trovare nuova luce, nuovi cammini da percorrere per accrescere la nostra consapevolezza. Decoriamoci l’anima, rinnoviamoci, rinasciamo dunque.

Kore ovvero Proserpina, figlia di Demetra, con un seme in mano Particolare della statua di una Kore che tiene in mano un uovo (o un seme), figlia di Demetra e Giove.