Dagli elementi naturali alla nascita del cosmo

Sopra Hildegard Von Bingen, Liber Divinorum Operum [Man Microcosm Vision]

« C’era qualcosa senza forma e perfetto prima che si originasse l’universo. Esso è sereno. Vuoto. Solitario. Immutabile. Infinito. Eternamente presente. Esso è la Madre dell’universo. Per mancanza di un nome migliore io lo chiamo Tao. Esso fluisce attraverso tutte le cose, dentro e fuori, e ritorna all’origine di tutte le cose. Il Tao è grande, l’universo è grande, la Terra è grande, l’uomo è grande. Questi sono i quattro grandi poteri. L’uomo segue la terra, la Terra segue l’universo, l’universo segue il Tao. Il Tao segue solamente sé stesso. »
(Tao Te Ching)

Successivamente allo studio sull’Albero, vocali e pittura dell’anno passato (vedi articolo qui) la mia attenzione si è spostata sui Mandala.

Certa che inoltrarsi nei Mandala con i piccoli non sia impresa facile, ho scelto, nuovamente, di farveli entrare seguendo lo studio delle tecniche artistiche di manualità creativa attraverso gli elementi: terra, acqua, aria e fuoco.

Ci stiamo concentrando su cerchi, forme geometriche libere ed elementi naturali in maniera che siano loro stessi ad entrare nel processo di creazione (ancor più importante a mio avviso di quello della materializzazione vera e propria del Mandala), come in una intima cosmogonia creativa, come artefici del loro Universo che, connesso con gli altri, possa creare galassie in comunicazione tra loro.

Siamo partiti dalla pittura con la terra, alla pittura con acqua, pittura con aria e infine carbone, eco del fuoco, di ciò che sia passato attraverso il processo di trasmutazione del fuoco.

Il ciclo della pittura si è evoluto nel ciclo della scultura ed ora ci troviamo nel riciclo creativo.

In ogni ciclo creativo, che comprende i 4 elementi, ci soffermiamo su una tecnica specifica utilizzando materiali molto vari tra loro, dalle tempere, al cartone, al legno, la plastica ecc. ecc. sperimentando con tutto ciò che abbiamo a disposizione nel grande laboratorio dei Laboratori extrascolastici Pinocchio.

Quando abbiamo creato il nostro Universo in un barattolo i bambini sono impazziti di gioia e stupore:


L’Universo in un barattolo

In più, come ogni anno, quest’anno affrontiamo un tema con tutti i partecipanti ai laboratori, il tema annuale dei laboratori è Grande Piccolo. Impossibile non sbizzarrirsi tra ricerche di micro e macro cosmo, elementi naturali, Mandala, stelle, pianeti, galassie e pulviscoli di polvere. Noi umani siamo immersi in tutto questo.

Alla fine dell’anno i bimbi avranno una “sorpresa” e vedranno materializzarsi il loro splendido Mandala. Ma ciò sarà una meraviglia di cui ancora non posso parlare, dovremo attendere il giorno della festa dei laboratori per questa ed altre emozionanti rivelazioni.

Per salutarvi vi lascio il racconto di una delle tante cosmogonie degli Indiani d’America:

Secondo la leggenda, tanto tempo fa, prima che esistessero gli uomini, sulla Terra non c’era altro che acqua. Un giorno il Grande Spirito guardò verso il basso dal cielo e decise di edificare uno stupendo giardino. Ma dove costruirlo? Ovunque c’era acqua e solo acqua. Vide allora, in mezzo alle acque, una tartaruga gigante. Il Grande Spirito, illuminato da un’improvvisa idea, decise di coltivare il giardino sul guscio tartaruga. Ma una tartaruga sola non era abbastanza grande per il giardino che il Grande Spirito aveva in mente. Allora la chiamò e le disse: “Tartaruga, corri a cercare i tuoi fratelli!” Ed essa si mise alla ricerca dei suoi simili. Impiegò un intera giornata a trovare il primo e così di seguito per ognuno degli altri. Dopo altri sei giorni la tartaruga condusse i suoi fratelli – otto in tutto – al cospetto del Grande Spirito. Quindi egli le dispose una di fronte all’altra in due file da quattro e annunciò loro: “Sarà un grande onore per voi trasportare questo bellissimo giardino sulla vostra schiena. Solo una cosa dovete tenere a mente, ovvero di non muovervi più da questa posizione”.

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Il Grande Spirito prese della paglia nel cielo e la distese sui carapaci delle testuggini, quindi vi pose sopra della terra. Poi si pulì le mani in una soffice nuvola bianca e cominciò a lavorare l’impasto creando montagne, valli, laghi e fiumi. Quando ebbe finito rimase a guardare la sua opera stupenda. Era molto soddisfatto. Subito, tuttavia, la situazione si incrinò. Le tartarughe giganti, infatti, soffrivano a stare ferme e volevano sgranchirsi le gambe. “Io voglio nuotare verso est”, diceva una. “Io voglio andare ad ovest” diceva un’altra. “Io voglio nuotare verso sud”, e così via. Ma, non riuscendo a mettersi d’accordo, rimanevano immobili. Un giorno, però, quattro tartarughe cominciarono a nuotare verso est e le altre quattro verso ovest. Le terre emerse cominciarono a tremare in un tremendo terremoto e per un attimo ci si aspettò il peggio. Come niente fosse, dopo pochi istanti tornò a regnare la calma: le testuggini si erano fermate perché il terreno sopra le loro schiene era troppo resistente e le teneva indissolubilmente unite. Quando esse compresero che non potevano nuotare, rinunciarono a ogni tentativo di fuga, rassegnate. Tuttavia, di tanto in tanto, dimentiche dell’antico fallimento, le tartarughe ci riprovano, e ogni volta che lo fanno la Terra trema.

(Le tartarughe della Terra, mitologia dei nativi d’America, fonte: maremaremare )