“Quel corpo che ci contiene
i nostri corpi non sa,
chi ci abita è abitato
e quei corpi, gli uni negli altri,
sono i corpi dell’eternità”
(J. Cocteau)

Demetria è una performance in omaggio alle antiche divinità femminili, una ricerca attraverso la storia e la cultura, i miti dall’origine dei tempi ad oggi, ciò che muta eppure rimane immobile, la sacralità del corpo e della terra.

La ricerca è iniziata attraverso la profonda osservazione di tutte le divinità femminili presenti nel mondo, da Demetra, le Kore, Persefone, Iside, Kwan Yin, a Kali e molte, molte altre “mirionime” (colei che ha mille nomi) raccolte nella cartella Pinterest Mirionima, in continuo aggiornamento. Seguendo il flusso delle dee, che vanno e vengono come le onde del mare e le stagioni, si creano racconti, storie alle quali ispirarci e imparare, crescere. Le statue e le raffigurazioni delle dee presentano posture meravigliose, intente nel portare doni, nutrire, danzare. Nelle loro mani, piedi, ginocchia, spalle e schiene si nascondono memorie, significati, il loro stesso corpo è dono e simbolo, memoria e patrimonio. Nella performance queste posture, nel loro susseguirsi, creano una danza che va dalla nascita, il parto, alla maturazione, la crescita, sino alla morte e il ritorno alla terra.

Questa performance è stata presentata per la prima volta nel 2014, fotografata e registrata da Maurizio Nicosia durante l’evento Garden Art Festival, nell’entroterra Pesarese.


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