“All’inizio non vi era che il non-Essere. Esso fu l’ Essere. Crebbe e si cambiò in uovo. Riposò tutto un anno e poi si divise. Apparvero due frammenti di conchiglia: l’uno d’argento, l’altro d’oro. Da quello d’argento venne la terra, da quello d’ oro, il cielo. Dalla membrana esterna vennero le montagne, dalla membrana interna le nubi e le brume; dalle vene i fiumi; dall’acqua della vescica l’oceano.” (Chandogya Upanishad)

Krishna nella sua forma cosmica Krishna nella sua forma cosmica

La nascita del mondo a partire dall’uovo è comune in molte culture, dai celti ai greci, dagli egiziani ai tibetani, dagli indù ai cinesi e ai giapponesi. Tra i tanti racconti della genesi che troviamo nel mondo non è difficile imbattersi nel nulla, nel caos primordiale dal quale, un uovo contenente la vita, si rompe, causando la nascita degli elementi naturali, degli animali e degli uomini. Somma perfezione contenente tutte le cose, manifestazione dell’invisibile che viene alla nascita, l’uovo rappresenta l’attesa della vita che si prepara alla “luce”.
Sì, l’uovo è una preparazione alla luce, alla possibilità che quanto contiene si manifesti, si renda visibile. Con l’uovo è spesso rappresentata la potenza creativa della luce. L’uovo non è mai primo ma rappresenta la moltiplicazione in atto, la prima differenziazione e  il rinnovamento del ciclo periodico della Natura. Mircea Eliade interpreta l’uovo non tanto come nascita ma come rinascita. In questa interpretazione è possibile immaginare l’uovo come matrice che ciclicamente contiene e crea. Donare l’uovo è quindi donare la luce in potenza, la luce della conoscenza, del capire, dell’aprirsi al mondo con nuove consapevolezze di anno in anno. Tra i giochi tradizionali del mondo ne esiste uno in particolare che rinnova questa magia: “Il combattimento delle uova“, che consiste nel cercare di rompere l’uovo sodo, precedentemente decorato, dell’avversario, tramite dei colpetti. Perde colui al quale l’uovo si rompe (curioso che qui il significato di perdita o vincita sia molto relativo poiché è dalla rottura che avviene la ‘rinascita’).
Nella nostra tradizione pasquale è il coniglio, anticamente la lepre, che si occupa di donar uova. Ma come mai una lepre dovrebbe donare uova? La lepre è un animale simbolico legato alla Dea Madre, Demetra, Madre Terra e ne rappresenta il grembo, il suo riposo è in piccole caverne sotterranee, grembo della terra ed è da questo grembo che viene l’uovo, o come direbbe René Guénon, è dalla caverna, dal cuore, dalle profondità del buio, che possiamo intendere le potenzialità della luce: è l’uscita dalla caverna che ci dona il “venire alla luce”. Il periodo di Pasqua, il rinnovo della Natura, sono un augurio per tutti noi di trovare nuova luce, nuovi cammini da percorrere per accrescere la nostra consapevolezza. Decoriamoci l’anima, rinnoviamoci, rinasciamo dunque.

Kore ovvero Proserpina, figlia di Demetra, con un seme in mano Particolare della statua di una Kore che tiene in mano un uovo (o un seme), figlia di Demetra e Giove.


 

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