È stato un caso. Ero piccina, otto anni, e in un albergo all’Alpe di Pampeago la bimba che doveva impersonare Madonna si rifiutò. Così toccò a me, all’ultimo minuto. Poi fu la volta della bottega di Mastro Geppetto, e degli spettacoli d’animazione in inverno ed estate nell’albergo diretto da mio padre. Verso i diciassette anni ho scoperto la giocoleria, che è un po’ un modo di trasformare gli oggetti in cose vive, e l’ho sposata alla danza, la mia passione. Dei fuochi roteavano nel bosco, due ragazze giocavano con attrezzi tipici della giocoleria. In breve è stata la mia via, che ho sviluppato partecipando a incontri nazionali e internazionali.

Quando terminavo gli spettacoli avevo sempre bimbi intorno. “Ma come fai?”, “non ti bruci?”, “come mai quel fuoco non si spegne?“. Tra una giocoleria e l’altra ho frequentato l’accademia di Belle Arti, mi sono laureata mentre mio figlio gattonava felice nell’aula. Così ho cominciato a organizzare spettacoli per bimbi dai 0 ai 99 anni, preparando i costumi, le maschere, la coreografia, le storie da raccontare. Nel 2012 Francesco Langella, il creatore della Città dei bambini a San Giorgio a Cremano, mi ha chiamata a tenere uno spettacolo, Iocus, ma la lista di spettacoli che ho creato è lunga, e tuttora, talvolta, divengo fata (nel Bosco dei Folletti a Urbania, curando l’educazione all’ambiente dei bambini), talvolta befana. La passione per la creatività non mi ha mai abbandonata e tra uno spettacolo e l’altro ho iniziato a tenere laboratori di manualità, costruzione creativa e d’arte e  letture ad alta voce.

animalotti

Mio nonno Rudolf Topinka mi affascinava nella casa di Vienna ritagliando figure nella carta, poi disegnava una scena e la tagliava qua e là per far apparire e muovere le figure. L’incanto che ho vissuto cerco sempre di riversarlo nei laboratori espressivi che curo o a cui partecipo. Da svariati anni sono nello staff dell’associazione MadamaDorè di Urbino, che organizza centri estivi in cui un racconto prende vita attraverso personaggi fantastici e la costruzione di case, negozi, barche, astronavi: insomma un intero paese e un mondo. Recentemente sono entrata a far parte, come figura artistica e atelierista, dell’Associazione Fatabutega che gestisce il “Centro Gioco, Natura e creatività La Lucertola“, a Ravenna. Nei miei laboratori tendo a coniugare l’espressione creativa e l’eduzione ambientale, dunque privilegio materiali di recupero vari. Cosa c’è di più bello del trasformare una scatola in un sottomarino? A cavallo di un manico di scopa: basta poco per riaccendere l’immaginazione e nutrire il bimbo che è in noi.