Mi passi qualche occhio? Dove sono i baffi? Mi mancano dei denti e li vorrei fare dorati! Se giro la maschera cambia faccia!

Il laboratorio dei mostri è andato così, tra fogli dorati, rossi, colle, forbici, colori, corna, baffi e buffi capelli o ciuffi sparsi. Lo spazio della libreria Parole al vento in cui abbiamo creato le nostre opere artistiche e mostruose si presta benissimo per questo tipo di attività, raccolti tra le copertine colorate dei libri in esposizione e dopo una favola letta dalla nostra amica Barbara che raccontava, guarda un po’, proprio di mostri in una libreria, con un gruppetto di frugolini ci siamo tuffati fra cartoni, occhi, bocche, fogli adesivi e denti a creare ognuno il proprio mostro, incollando e tagliando.

2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro 2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro

Ma come lo faccio? Dove metto la bocca?
Mentre con angoli e bocche e occhi ce la siamo cavata bene, il momento più difficile è stato quello di ritagliare i baffi. Perché, si sa, un mostro senza baffi non è un vero mostro e i nostri mostri avevano classe. Alcuni bambini continuavano a chiedere se il loro mostro fosse abbastanza spaventoso convinti che, avendo il mostro più paurosooooso, avrebbero ricevuto molti più dolcetti: più mostruosetto, più dolcetto.
Alla fine dell’opera era tutto un ARGHHHH di preparazione per la spaventevole serata. E così ho concluso dicendo ai bambini: “la prossima volta che entrerò in questa libreria non potrò venire sola, se voglio superare la paura che mi avete fatto!”.

2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro 2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro

Questo tipo di laboratorio per i bambini dai 3 anni in su favorisce la motricità fine, quelle azioni che comportano concentrazione con forbicine e collage, lo studio e la  ricerca delle espressioni. Apprezzo lavorare sulla “stranezza” per integrarla al quotidiano, sollecitare la possibilità che qualcosa di diverso, con più occhi e bocche per esempio, così che agisca mutando la prospettiva, un punto di vista e favorisca l’accettazione di ciò che non si conosce, ciò che ci stupisce e a volte ciò che ci spaventa.
Il collage è una tecnica sempre valida perché stimola la composizione nello spazio, con i suoi pieni, i suoi vuoti  e i suoi equilibri. Attraverso il collage, una delle prime tecniche artistiche che si insegnano ai bambini proprio per la facilità e il piacere che si provano nell’eseguirlo, si possono sviluppare la propria identità creativa e immaginativa, innalzare l’autostima, perché è un atto creativo, e così si può pian piano riconoscere il carattere del bambino che lo realizza.

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