San Giorgio e la Snas

Sopra Bernat Martorelle, San Giorgio e il drago, 1434-35

Come la primavera con un gigante in meno

“Sulla schiena il peso di un gigante.

Per anni sperai di crescer verdi boschi sulla schiena invece vi si era riposto un grigio gigante grasso.

Ritirata nelle membra, carta straccia la mattina, come mutilata la sera, fuoco nelle arterie e follia nella mente. Inquinata e pesante.

Per quindici anni ho portato addosso un gigante, un gigante grigio del dolore, sino alla depressione e al timore della pazzia, moltitudini di esami senza risultati esaustivi, ovvero, gli esami dicevano che stessi bene, il fatto era che non mi sentissi affatto bene!

Per quindici lunghi anni il gigante gravava, girando nelle vene, dentro i muscoli, nelle ossa. Bruciava, faceva male, un dolore insopportabile ancor più insopportabile perché nascosto, subdolo. Un gigante nascosto nel corpo. Dalla testa ai piedi, un nomade senza pace. Compariva e poi, inspiegabilmente, spariva: “Lei si deve calmare”, mi dicevano, “è causa dell’agitazione”, “eh, lo stress”, ” una grave reazione psicosomatica a traumi”, ecc. ecc.

Per i medici aveva mille nomi o non ne aveva nessuno. Ogni volta si dichiarava sotto altro nome, altro titolo, altro giro di giostra:- Signore e signori ecco a voi la “fibromialgia”,  ma cosa vediamo qui, oh! Una “displasia”, anzi due, e ora anche la madama “alopecia”! Applausi. E così via discorrendo. Si, a periodi alterni stavo bene e stavo male, stavo male e stavo bene, ero diventata un fenomeno da baraccone, da Side Show, una freak, mi stavo tramutando nel plumbeo gigante che trasportavo. Nessuno vedeva niente, stavo per cedere nel considerarmi pazza, andata, persa chissà dove e chissà perché. 

Non era facile camminare con il gigante sopito e addormentato nelle vene, i dormienti sembrano sempre più pesanti. All’arrivo della sera, dopo tal carico, ci si ritrova distrutti e arrabbiati, senza energie, irritati, ci si sente come una bestia indebolita e sulla difensiva.

Il gigante dormiva e dormivo anche io, spesso per dodici ore consecutive e oltre, quando ciò era possibile. Al risveglio ero comunque stanca (si esponga ora il cartello della “stanchezza cronica”! Mancava.).

Quando il gigante si svegliava erano guai. Una belva feroce e affamata, allora erano morsi dappertutto, urla silenti nelle gambe e io che desideravo mordere le mura di casa dal dolore. Mi teneva ferma, il gigante grigio,  incapace e dolorante. Spesso fingevo di non sentirlo per ingannarlo, come una dolce abitudine entrata a far parte del quieto vivere. Una sorta di abitudine al dolore.

Un giorno, pochi mesi fa, ho trovato l’arma giusta per scovarlo, si chiama ” test ” e l’oracolo depositario del “test” viene chiamato “allergologo”. Per chi non lo sapesse è l’oracolo che attua il test. Il gigante grande e invisibile, eppur incredibilmente piccolo, è stato scovato con dei cerotti, nulla più, niente sciabole, lance, forconi  ma cerotti e lui, attraverso il corpo, è risalito attratto da una sostanza, un richiamo suo simile, sulla pelle. Dopo tanto sangue sulla schiena, dovuto ai cerotti, il referto letto dall’oracolo riportava le testuali lettere: allergia++++ qui, ++ lì, + là. Un evento abbastanza comune per chi ci sia passato ma non per chi fino al giorno prima negasse ogni evidenza.

Quando ti ho trovato, cara allergia, mi sono sentita come San Giorgio con il il drago, rinascendo a primavera, tenendoti a bada con una guerra di pace, una guerra alimentare. Ero io che senza saperlo ti alimentavo. Ti nutrivo. Ora ti farò dimagrire e rimpicciolire. Ora conosco il tuo nome, drago. Il tuo nome è “Nichel”. Finalmente, dopo tempo immemorabile, mi sveglio e mi alzo la mattina con meno pesi e dolori, nussun pianto e trovo un po’ di pace nel quotidiano, il buon umore nell’anima.

Ora i dolori diminuiscono giorno per giorno e la mattina, al risveglio, nelle mie carni c’è poco dolore, il giorno è felice. Ad ogni alba e tramonto vivo un minuto in più di sole e un minuto in meno di dolore, come la primavera, con un gigante in meno.

 

Questo parole sono il mio sfogo emotivo. Solo chi ha sofferto di infiammazione alimentare può sapere di cosa si parli, chi non l’abbia vissuta si immagini di convivere con un gigante addosso che ti morde di tanto in tanto, magari per anni, non è piacevole. In questo caso specifico si tratta di allergia sistemica da Nichel, un metallo che si trova ovunque, in natura come oligominerale e altrove come inquinante, a cui sempre più persone rispondono con difficoltà, risulta difficile smaltirlo, non  lo si sopporta e ci si intossica sempre più. Si tratta infatti da una allergia da accumulo. Non importa quanto vi curiate e quanto mangiate sano, in questa casa non abbiamo mai esagerato con prodotti in scatola ed industriali anzi, viviamo ed abbiamo vissuto lontano da inquinamento e grandi città, eppure è questione di sopportazione, evidentemente sono sensibile a certi componenti. La Snas, questo il nome dato all’allergia sistemica da Nichel, può avere diversi sintomi anche gravi, può causare dermatiti, orticarie, fibromialgie e tantissimi altri danni, a volte invisibili. Di articoli ne è pieno il web, così come trabocca di tabelle e regimi alimentari, spesso discordi tra loro o con voci diverse. Affidatevi sempre ad un esperto per seguire una dieta e chiedere informazioni.

Questo tipo di allergia si riesce ad esaminare attraverso il “Patch test”, un insieme di cerotti che vengono applicati da un allergologo sulla schiena e lasciati dai due ai quattro giorni in applicazione. Una volta passati tali giorni se al momento del controllo, dove avevate i cerotti, compaiono arrossamenti, significa che non sopportiate la sostanza di cui il cotone del cerotto era intriso. Nel mio caso ero estremamente arrossata e sanguinante nelle parti dei cerotti comprendenti Nichel e la famiglia dei Parabeni (Paraben Mix, ovvero la famiglia dei conservanti). Siamo inondati di chimica e lo sappiamo. Non ci fa bene… Tutta questa chimica inquina l’ambiente, il nostro ambiente è la nostra vita. Bisogna seguire una dieta specifica priva di certi alimenti, come cioccolata, semi e frutta secca, farine integrali (tutto ciò che consideravo sano per me e che non mancava mai in casa) mentre per altri alimenti si può seguire un inserimento a rotazione, senza superare le dosi di Nichel ingerite (250 mg quotidiani) poiché il Nichel è ovunque. Alcuni tentano con un vaccino (TioNichel), spesso con risultati positivi, a volte negativi. Ripeto, confrontatevi sempre con un esperto.

Non sono qui per scrivere un ennesimo lungo articolo sulla Snas ma per comunicare una esperienza e consigliarvi di non esagerare con i medici, non andateci troppo e neanche troppo poco, ascoltatevi, esploratevi, vogliatevi bene, fate dei test di tanto in tanto, monitoratevi, spenderete in esami ma risparmierete in salute. Trovatevi un buon dottore e fate una sana dieta senza gli alimenti che vi infiammino, almeno per un po’ e vedrete che non è così difficile. Camminate e regalatevi alcuni minuti per la meditazione o lo yoga, poiché lo stress è l’alleato numero uno di ogni drago e di ogni gigante, ma sopratutto, vogliatevi bene sempre e comunque. Rimpiccioliamo assieme i nostri amici draghi, quelli dentro noi e quelli fuori, smettiamo di inquinare, o almeno, diminuiamo ciò che possiamo diminuire come scarto inquinante, stiamo attenti a ciò che consumiamo, prendiamo consapevolezza, siamo il riflesso del nostro pianeta e la scelta parte da ogni singolo individuo.

San Giorgio e il Drago, attribuito ad Hans von Judenburg, ca. 1420

 

Per tutti coloro che abbiano necessità alimentari simili alle mie consiglio di visitare la mia pagina Pinterest, dove troverete una bacheca specifica “Nichel Free” (la pagina è quella personale e non ufficialmente legata a questo sito), il sito di Mimì, “Mangio senza Nichel”, al quale potrete contribuire inviando vostre ricette, vi invito infine ai gruppi Facebook  “Noi e il Nichel Free” e “Tutti quelli allergici al Nichel”. Cari saluti, tanta salute e buone ricerche 🙂

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