Albero, vocali e pittura

Cosa possono avere in comune albero, vocali e pittura? Ecco da dove parte questa storia.

Dopo l’incontro di quest’anno con Akira Kasai (maggio 2014), danzatore giapponese e maestro di danza butoh ed euritmia, la mia ricerca ha preso un notevole slancio. Kasai ci parlò della nascita delle vocali e delle consonanti, collegandosi sia all’euritmia, arte del movimento della corrente antroposofica, che alle sue ricerche personali. Ho appreso nuovamente ad andare oltre la forma, attraverso il corpo,  le vocali sono strettamente legate agli elementi naturali e le lettere, nei suoi racconti, ci sono state come “donate” dagli dei, una ricerca molto interessante che non si ferma solo alla danza. In seguito a questa esperienza molto profonda e di ispirazione artistica e “sensibile” è stato mio desiderio elaborare un laboratorio d’arte per bambini che ripercorresse sia le vocali che un elemento molto affine all’essere umano: l’albero.

Un laboratorio che toccasse le corde interne della fantasia e delle emozioni, della sensibilità verso noi stessi e verso la natura.

L’albero ci rispecchia in tante fasi ed è un grande maestro, ricco di saggezza, di pazienza, di vita e, a sua volta, grande spunto per la ricerca artistica.

Così è nato il laboratorio di manualità creativa Alberando le emozioni che tengo a Coriano, Rimini, presso i laboratori extra scolastici Pinocchio fino a maggio 2015. Abbiamo da poco concluso il primo percorso. I primi incontri ci sono serviti per conoscerci, capirci e costruire un albero di cartone che ci accompagnerà durante il percorso, un “albero casa” in cui si può entrare e che decoreremo con disegni, regali e foglie.

Abbiamo appena concluso, come scrivevo, la prima parte del laboratorio, che era quella di pittura, siamo saliti dalla terra al cielo, ma come?

Una volta conclusa la costruzione dell’albero abbiamo sperimentato la A, la lettera della terra, dipingendo con le terre, il luogo in cui il seme può trovare il suo destino, diventando albero.

Dipingere con le terre

Siamo saliti su per il tronco ed abbiamo incontrato la O e il mondo delle O, la sezione dell’albero e la cellula, il suo centro, il suo cuore, la sua linfa vitale, disegnando le cellule, prendendo spunto dai cerchi della sezione dell’albero (molto simili a quelli della sezione della terra).

Sezione di radiceSezione completa della terra


I cerchi dell'alberoSezione di albero

Salendo ancora abbiamo incontrato quel luogo in cui il cielo incontra la terra, laE, proprio tra il tronco dell’albero e i rami. Abbiamo giocato con questa simmetria, con le tempere, e gli spazi “vuoti” della U dove il vento e l’aria giocano tra i rami.

Infine siamo saliti seguendo il movimento dell’albero verso l’alto, la sua spinta verso la luce, la lettera I, dipingendo con gli acquarelli e ciò che abbiamo chiamato “luce materializzata”: il sale.

Dislessia, metodo di studio e strumenti di compensazione

COS’È LA DISLESSIA

La dislessia non è una malattia, non è un disturbo intellettivo, fisico o emotivo, è un disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa), spiegato in questo video. Ma cos’è dunque?

[quote]La Dislessia è un disturbo che si manifesta nella difficoltà di apprendere a leggere nonostante un’istruzione idonea, un’intelligenza adeguata, un’integrità neuro-sensoriale e un ambiente socioculturale favorevole. Essa dipende da disabilità cognitive di base che sono frequentemente di origine costituzionale (world Federation of Neurology, cit. in Ellis, 1984). È caratterizzata dalla difficoltà nella lettura e nella scrittura, ma può riguardare anche altri ambiti cognitivi come la memoria e l’organizzazione spazio-temporale e talvolta e’ associata a difficoltà matematiche (discalculia). Compare all’inizio dell’attività scolastica e il primo segnale è la lentezza nell’associare un suono a una lettera scritta. Si confondono così suoni simili, come ‘d’ e ‘t’, ‘p’ e ‘b’, ‘f’ e ‘v’. La lettura risulta difficoltosa, lenta e scorretta, e naturalmente ciò viene trasferito nella scrittura. La dislessia non è conseguenza di problemi di ordine psicologico, come per tanti anni si è creduto. Non è una malattia. I dislessici sono persone sane, che non hanno deficit sensoriali di udito e di vista e che non hanno alcun disturbo neurologico o psichico, inoltre il loro quoziente d’intelligenza è nella norma o addirittura superiore. Anzi, è proprio questo uno degli elementi diagnostici per stabilire che si tratta di dislessia, ovvero di un “disturbo dell’apprendimento”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità, per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento.

Un dislessico non guarisce (in quanto non affetto da una malattia), ma sicuramente migliora, e a volte riesce a recuperare quasi interamente lo svantaggio che gli procura questa sua disabilità costituzionale (Fonte Dislessia.org)[/quote]

Come mamma di un bimbo con dislessia ho pensato di scrivere questo articolo e condividere con voi le mie ricerche sui metodi di studio e gli strumenti di compensazione (cioè tutti quei metodi, software e programmi vari che supportano lo studio del bambino), siti o canali video che trattano l’argomento, per aiutare bambini e famiglie a raggiungere la serenità e creare una rete di collaborazione fondamentale in questi casi.

Ecco qui la lista e buona navigazione :):

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  • Slideshare, insieme di documentazioni dove trovare consigli e metodi attraverso parole chiave. Compaiono anche mappe concettuali già pronte e presentazioni di lezioni fatte con Power point, ricche di immagini, per facilitare l’apprendimento. Con Slideshare ho trovato, ad esempio, la lezione sui numeri romani per la quarta elementare.

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  • OpenDyslexicFree and Open Source Dyslexia Typeface, ovvero estensioni Browser per facilitare la lettura durante la ricerca in internet tramite specifici font.

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  • Cilp, ovvero il Centro internazionale del libro parlato Adriano Sernagiotto, sito con audio libri da scaricare, creato appositamente per i bisogni di bambini o adulti con dsa, cecità o disabilità.

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  • Guida sulle abilità di studio per gli individui dislessici, un libro in formato pdf messo a disposizione dalla Fondazione Padre Alberto Mileno, davvero molto interessante e consigliato. Il libro è progettato per dislessici in età adulta ma ha metodi e consigli utili anche per le necessità di bambini che frequentano la scuola primaria o media.

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  • All’interno del sito della Fondazione Padre Alberto Mileno si parla anche del progetto Dessdys, in cui trovare strumenti di supporto allo sviluppo delle abilità di apprendimento, per studenti dislessici in età adulta (16+).

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  • Ikonmap, strumento per la creazione di mappe concettuali.

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  • Metodo metacognitivo, un esempio di metodo di studio che associa cinque domande a cinque colori (Chi, cosa? Che cosa fa? Dove? Quando? Perché?) per poi creare una mappa concettuale. Questo file è in formato pdf, tratto dal già citato Cts di Fano.

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  • Metodo Cornell, un esempio di metodo di studio per annotare e studiare le lezioni, fonte: Blog del prof. Venturini.

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  • Su Facebook esistono diverse pagine dedicate alla dislessia, come quella dell’Associazione Italiana Dislessia e Dessdys, che ho già citate, per sviluppare le abilità di studio negli studenti dislessici adulti.

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  • Un comodo sito per vedere video su alcune lezioni, film e documentari, per bambini e adulti, è  You Tube, basta immettere le parole chiave nello spazio di ricerca, ad esempio “dislessia” o “mappa concettuale”. In questo link troverete un film che consiglio vivamente, consigliatomi da una cara amica: Stelle sulla terra.

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  • Altro canale video su cui informarsi è quello di Daily Motion, qui ho inserito ad esempio la parola chiave “dislessia”.

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Si conclude qui la lista dei link della mia ricerca, sono felice perché vedo che il cucciolo apprende bene con le mappe concettuali e noto dei miglioramenti, il suo interesse cresce, ma le ricerche sono tutt’altro che concluse, non si finisce mai di imparare.

In caso abbiate ulteriori informazioni vi sarei grata se me le comunicaste sulla mia pagina Facebook 😉 Grazie e cari saluti

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L’alfabeto delle emozioni

 

L’alfabeto delle emozioni sarà il tema annuale dei laboratori extra scolastici Pinocchio, in collaborazione con l’associazione culturale Piccolo Albero di cui faccio parte. Cosa? Non lo sapevate? Troppe novità tutte assieme? Effettivamente il turbinare, i tanti interessi, i piaceri e gli impegni estivi non hanno permesso l’arrivo di nuove pubblicazioni su questo blog che, per questo motivo, ha sonnecchiato fino ad ora. Sarebbe il caso di svegliarlo con dolci notizie, che ne dite ?

Prima notizia: i laboratori extra scolastici Pinocchio sono partiti il 20 ottobre, ospitati in uno spazio molto accogliente in via Puglie 49 di Coriano, Rimini.

Abbiamo proposte interessanti e divertenti per diverse fasce di età, dalla materna alle medie: movimento espressivo, due laboratori di manualità e creatività, danza moderna, aikido, piccolo circo, falegnameria, cucito e teatro. Tutti questi laboratori seguiranno un filo conduttore, “l’alfabeto delle emozioni”, per accompagnare i bambini nel grande mondo delle proprie emozioni e  di quelle altrui. Le emozioni come risorsa e non come problema, come proposto dalla coordinatrice tecnica dei progetti Alessandra Cevoli. Indirizzare cioè i bambini verso pensieri emozionali utili e non dannosi, ad esempio: “preferirei vincere, ma posso divertirmi a giocare anche se non vinco” (pensiero utile) piuttosto che “non sopporto perdere al gioco” (pensiero dannoso). Quante emozioni esistono, quali emozioni provo, quali ho già vissuto e quali invece no?

Approfondiremo la varietà delle emozioni e la loro alfabetizzazione, i loro stimoli, cosa provocano e come vengono vissute, attraverso tutte le differenti tipologie di laboratorio.

Io mi sto occupando, in particolare, del corso di manualità creativa per bambini dalla prima alla quinta elementare con un laboratorio intitolato Alberando le emozioni, un magico percorso tra le lettere, sette tecniche creative e la costruzione di un albero che “decoreremo” con le nostre emozioni.

Seconda notizia: l’associazione culturale Piccolo Albero, nata da qualche mese e di cui faccio parte, sta crescendo molto bene e oltre a collaborare con i laboratori  extra scolatici Pinocchio di Coriano si occuperà di molti altri corsi e laboratori in Romagna. All’interno dell’associazione oltre ad Alessandra Cevoli, coordinatrice tecnica dei laboratori Pinocchio ed educatrice nel corso di teatro, c’è Alice Kupczyk che conduce il laboratorio di movimento espressivo e io curo la manualità creativa.

Cosa aspettate dunque? Venite a trovarci a Coriano o visitate la nuovissima pagina Facebook Piccolo Albero per rimanere aggiornati.

Laboratori extra scolastici Pinocchio 2014, 31 ottobre | Mutazioni in corso per Halloween

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Stranimali

Diamo una mano alla primavera? Giusto una manina, qualche piantina.
Diamo una mano alla natura, per aiutarla a mantenersi pura.
Come si fa, dove si va?
Io conosco chi vi potrà aiutar: il loro nome è Stranimali e son divertenti da inventar!
Con vecchi flaconi è bello costruir.
Qualche ritaglio e orecchie e gambe si possono trovar.
Riempiamoli di terra, nascondiamo un semino e aspettiamo di vederli fiorir.

 

Stranimali Stranimale sorridente con pianta, una sorta di elefante, animale saggio e ricco di memoria

 

Nasturtiums Fiori di Nasturzio, ne useremo i semi al laboratorio degli Stranimali.Stranimali è un divertente laboratorio di riciclo per creare vasi o contenitori. Essendo ora la stagione della primavera, bambini, uniamoci tutti e aiutiamola piantando tanti semini. Vedrete poi che bei fiorellini! Quindi la plastica verrà riutilizzata per contenere ciò che fiorirà, alle mamma e ai papà non spiacerà se qualche fiorellino si potrà anche mangiare, perché di semi della pianta di Nasturzio si parla: bei fiorellini colorati e piccanti. I semi di Nasturzio sono anche relativamente grandi per essere presi in mano dai bambini più piccoli. I semi che useremo nel laboratorio sono gentilmente concessi dalla azienda agricola Artemisia.

Il laboratorio è rivolto ai bambini dai 5 anni in su e prevede un massimo di di 12 partecipanti. Per le prenotazioni siete invitati a contattare la Libreria Parole al Vento.

 

Stranimali Stranimale con ciuffo alla moda nato da un fusto di detersivo e una pianta particolarmente indicata per la purificazione dell'aria dallo smog (la Dracena).

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Il mistero dei Freddarelli

Questa volta giunti in libreria un mistero ci ha avvolti, un mucchio di roba bianca con un solo animale, una sorta di serpentello che ne usciva fuori, se ne stava immobile al centro della stanza. Ma come? Non eravamo venuti a scoprire i Freddarelli o come li chiamano? E dove sono gli altri animali? Niente, c’era solo un mucchio di stracci, un ammasso informe e bianco, e quel serpentello che forse era un indizio.

2014, gennaio | Freddarelli Un serpentello mezzo dragoCosì, con l’aiuto di esperti al mio fianco ci siamo messi a studiare questa schiuma che sembrava secca; non era lana, zucchero filato neanche, forse barba bianca… finché, dopo una paziente analisi siamo giunti a conclusione: doveva essere sicuramente neve calda! Sapevamo che i Freddarelli, come dice il Manuale degli animali inventati, sono timidi perché bisogna farli nascere. In più a nostro favore avevamo la presenza di quel serpentello mezzo drago che una volta carezzato si era mostrato tenero e morbidoso, molto colorato. Altre fonti  ci dicevano che questi animali tenerosi ci avrebbero salvato e protetto dal freddo, come farlo se non con della neve calda? Ci siamo messi quindi a riempire quei saccottini lunghi lunghi con tanta neve calda, qualcuno assomigliava ad una lumaca, altri a gufetti o a gattini. Con i colori sono spuntati occhietti, nasini, baffi e casette di lumache.

2014, gennaio | Freddarelli Personalizzando i Freddarelli dopo averli imbottiti di neve caldaGrazie all’abilità dei miei piccoli grandi amici e delle loro mamme coraggiose sono nati tanti begli animaletti, Freddarelli personalizzati e protettori dei bambini da ogni temibile spiffero. Inoltre ci sentivamo molto soddisfatti d’aver risolto un grande mistero: esiste la neve calda. Che bella la neve, ci si gioca e si creano pupazzi di neve… ma anche la neve calda è bella e utile per creare pupazzi! E voi avete mai giocato con la neve calda? Nuovi Freddarelli vi aspettano con nuovi misteri da svelare e io sono sempre in cerca di aiutanti volonterosi e coraggiosi per proseguire l’avventura.

2014, gennaio | Freddarelli Operazione Freddarello conclusa e riuscitissima

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Freddarelli paraspifferi

Gennaio si sa, è pieno di spifferi, i meteo parlano di allerte gelo e abbassamenti di temperatura. Queste cose non dovrebbero assolutamente preoccupare nessuno perché, si sa, è inverno, il freddo è cosa normale. Per i più scaltri però esistono degli aiutanti capaci di bloccare ogni spiffero, ogni corrente. Chi sono? Cosa sono? Orsù, son i Freddarelli paraspifferi, amici personalizzabili, strapazzabili, colorabili, coccolabili, dai mille usi: dalla compagnia in caso di buio, alla magica eliminazione del freddo che entra da sotto porte e finestre. Venite a conoscerli ed adottatene uno, sono tenerissimi, ci incontreremo alla Libreria Parole al Vento di Urbania domenica 26 Gennaio dalle 16.00 in poi :).

 

Paraspifferi lumacoso

Serpentello paraspifferi

Libranimando dicembre

L’autunno. L’inverno. Il freddo. Uffa!

Ma no. Non può essere tutto un uffa. Ci si veste meglio e si esce, soprattutto se si deve andare a caccia di insetti e scoprire nuove forme di vita in giardino o al parco.

Arriva poi sempre quel momento in cui… i sacri compiti sono stati fatti, le stufe sono accese, gli animali –siano gatti, anaconde e opossum– sono sfamati e compare la solita domanda: “Mamma! Posso vedere un film?“. La mamma o il papà rispondono: “Sì, certo” così, messo il film, qualcuno lava i piatti e si occupa delle faccende, oppure si legge un libro e ci si piazza davanti al computer, ma… perché non proviamo a fare altro?

2013, dicembre | Libranimati Modellino per il laboratorio di Libranimati presso la Libreria Parole Al Vento di Urbania

Alleniamoci per esempio con i Libranimati. “Cosa sono i Libranimati?“, chiederanno i vostri piccoli, “Figlio mio, i famigerati Libranimati sono quei libriccini che parlano muovendosi e se non stai attento sono anche capaci di scappar via e combinare danni in giro per casa!“, risponderete voi.

Io per il momento mi allenerò a crearne alcuni in casa così che, quando arriverà il momento di portarli in giro per laboratori, siano ben educati e speriamo seguano le buone norme del galateo alla libreria Parole al Vento, dove ci ritroveremo a creare i nostri Libranimati per ogni occasione: raccontar storie, disegnare liberamente, inventar biglietti di auguri per feste e tanto altro ancora.
Ci vediamo il giorno 1 Dicembre alle Domeniche dei bambini 🙂

2013, dicembre | Libranimati Modellino per il laboratorio di Libranimati presso la Libreria Parole Al Vento di Urbania

Non preoccupatevi, non dovrebbero mordere. Nessun Libranimato è stato maltrattato durante il servizio fotografico qui riportato.
Non sai dov’è la Libreria Parole al Vento? :-O Questa mappa ti darà una mano a raggiungerci 🙂


Visualizzazione ingrandita della mappa

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Passami un occhio, per favore

Mi passi qualche occhio? Dove sono i baffi? Mi mancano dei denti e li vorrei fare dorati! Se giro la maschera cambia faccia!

Il laboratorio dei mostri è andato così, tra fogli dorati, rossi, colle, forbici, colori, corna, baffi e buffi capelli o ciuffi sparsi. Lo spazio della libreria Parole al vento in cui abbiamo creato le nostre opere artistiche e mostruose si presta benissimo per questo tipo di attività, raccolti tra le copertine colorate dei libri in esposizione e dopo una favola letta dalla nostra amica Barbara che raccontava, guarda un po’, proprio di mostri in una libreria, con un gruppetto di frugolini ci siamo tuffati fra cartoni, occhi, bocche, fogli adesivi e denti a creare ognuno il proprio mostro, incollando e tagliando.

2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro 2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro

Ma come lo faccio? Dove metto la bocca?
Mentre con angoli e bocche e occhi ce la siamo cavata bene, il momento più difficile è stato quello di ritagliare i baffi. Perché, si sa, un mostro senza baffi non è un vero mostro e i nostri mostri avevano classe. Alcuni bambini continuavano a chiedere se il loro mostro fosse abbastanza spaventoso convinti che, avendo il mostro più paurosooooso, avrebbero ricevuto molti più dolcetti: più mostruosetto, più dolcetto.
Alla fine dell’opera era tutto un ARGHHHH di preparazione per la spaventevole serata. E così ho concluso dicendo ai bambini: “la prossima volta che entrerò in questa libreria non potrò venire sola, se voglio superare la paura che mi avete fatto!”.

2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro 2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro

Questo tipo di laboratorio per i bambini dai 3 anni in su favorisce la motricità fine, quelle azioni che comportano concentrazione con forbicine e collage, lo studio e la  ricerca delle espressioni. Apprezzo lavorare sulla “stranezza” per integrarla al quotidiano, sollecitare la possibilità che qualcosa di diverso, con più occhi e bocche per esempio, così che agisca mutando la prospettiva, un punto di vista e favorisca l’accettazione di ciò che non si conosce, ciò che ci stupisce e a volte ciò che ci spaventa.
Il collage è una tecnica sempre valida perché stimola la composizione nello spazio, con i suoi pieni, i suoi vuoti  e i suoi equilibri. Attraverso il collage, una delle prime tecniche artistiche che si insegnano ai bambini proprio per la facilità e il piacere che si provano nell’eseguirlo, si possono sviluppare la propria identità creativa e immaginativa, innalzare l’autostima, perché è un atto creativo, e così si può pian piano riconoscere il carattere del bambino che lo realizza.

2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro 2013, 31 ottobre | Laboratorio A ognuno il suo mostro

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Halloween

Festa in maschera per Halloween
Festa in maschera per Halloween Festa in maschera per Halloween

Si avvicina il tempo di Halloween, nei campi si intravvedono zucche quasi pronte per essere raccolte, l’autunno fa cadere le sue foglie, tutto intorno ci dice che è tempo di rallentare dopo l’esplosione estiva, la natura inizia a riposare. Ma quali sono le radici della festività di Halloween?

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In rete riecheggiano miti lontani e storie di Celti. Secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 1º novembre. Questo giorno coincideva con la fine della stagione calda, celebrata la notte del 31 ottobre con la festa di Samhain. Per un popolo essenzialmente agricolo come i Celti, l’arrivo dell’inverno era associato all’idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell’anno nuovo. La festa di Halloween sarebbe dunque legata al mondo della natura, ma è davvero così lontana da noi e dalla nostra cultura? La parola Halloween è attestata per la prima volta nel XVI secolo, e rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti.

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Nella nostra penisola abbiamo avuto modo di festeggiare questo periodo attraverso la festa di Ognissanti, seguita dalla Commemorazione dei defunti, istituita ufficialmente da papa Gregorio IV nell’840.
Ricapitolando, un anno sta finendo, arriva il riposo, è tempo di riflessione e con questa festività, attraverso il gioco e i dolcetti, viene dato modo di riflettere anche ai bambini su una componente molto importante della nostra vita: gli antenati. Mio figlio sta studiando a scuola proprio in questi giorni, in storia, gli antenati. Sul quaderno si trova giustamente scritto: coloro che sono vissuti prima di noi. La memoria degli antenati è importante, getta buona fondamenta per il rispetto ed una vista più ampia sul mondo, non ci fa dimenticare, magari ci aiuta a migliorare.

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Allora ecco che ritroviamo dolci come “Le ossa dei morti” in Sicilia, a Catania, che scrocchiano al morderle e pare siano durissime. La commemorazione dei defunti diventa quindi un momento per richiamarne la memoria con serenità, trasmettere ai bambini il ricordo di chi non c’è più nel modo a loro più adatto: il gioco.
In Sardegna questa commemorazione è conosciuta come Is Animeddas, Su Candeleri, Su mortu mortu, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone ed è una tradizione antichissima e prevede anch’essa di andare per le case a chiedere di far del bene per le anime dei morti. In alcuni paesi del Goceano, subregione della provincia di Sassari, è inoltre usanza intagliare le rape e esporle illuminate con lumini durante la notte dei morti.

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A Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra l’1 e il 2 di novembre si celebra l’antichissima notte del “fucacost” (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) che dovrebbero servire a illuminare la strada di casa ai nostri cari defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci.
Sulla brace di questi falò, poi, viene cucinata della carne che si mangia in strada e si offre ai passanti. Nella giornata dell’1, nella piazza principale, si svolge la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le “cocce priatorje” – le teste del purgatorio).

Allora venite mostri, spaventapasseri, diavoletti e fantasmini, streghette e vampiri, salutiamo ciò che non conosciamo e che ci può spaventare, ridiamone assieme sgranocchiando dolcetti e coccole di zucchero, illuminando di risate e zucche decorate la nostra strada e quella di chi non c’è più, non si sa mai che ci sia uno zio che confonde le strade o un nonno smemorato che perde il cammino.

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A ognuno il suo mostro

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Come ogni anno, la libreria Parole al vento organizza una serie interessante di laboratori domenicali per bambini nei suoi spazi dedicati all’editoria infantile.
Si comincia domenica 13 ottobre con lavori di intelaiatura, ma il 31 farà eccezione il mio laboratorio: si terrà il giovedì per preparare maschere mostruose per la sera di Halloween. Vi allego il calendario integrale.

Libreria Parole al vento | Laboratori d'autunno 2013 Libreria Parole al vento | Laboratori d'autunno 2013

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